Fabio Privitera – Paradiso & Inferno
Mentre il diavolo pensa a fare le pentole, io faccio i coperchi.
Mentre il diavolo pensa a fare le pentole, io faccio i coperchi.
Accade di ritrovarsi con gli occhi su una persona che somigli a quella che risiede…
Questo è ciò che potrebbe essere l’inferno: una piccola chiacchierata al mormorio del Lethe riguardo ai bei tempi andati, quando preferivamo essere morti.
Quali assi ci saranno tra le carte dell’imprevisto? Non importa saper giocare in fondo, ma improvvisare è fondamentale per poter rischiare e vincere la propria scommessa.
Il cuore dice quel che ci abbisogna, non dà ragioni, non ne ha bisogno. Dà…
Durante i suoi anni non era riuscito a spiegarsi come, ma dal momento in cui aveva avuto per la prima volta coscienza da bambino, quell’età in cui le domande esplodono nella testa di ognuno, nel guardare la luna non aveva invece fatto alcuna domanda e non si era affatto stupito nell’apprendere che a tenerla sospesa non ci fosse nulla di visibile, ma qualcos’altro che i sensi umani non riuscivano a percepire e che pure la facevano muovere attorno alla terra, in una danza armonica che si ripeteva da milioni di anni. Come se sapesse già che ciò che non si può vedere non è detto che non esista. Ora cominciava a comprendere il perché di quella rivelazione.
Meglio l’inferno onesto che il paradiso del male.