Fabrizio De André – Viaggi e vacanze
Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare.
Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare.
Io mi dico, è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati.
Non abbiamo bisogno di navigare o volare verso mete sconosciute: il nostro paese è il più bello poiché è quello che ricalca la storia dei nostri padri, coinvolgendo così il nostro cuore.
Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
Non cercate di essere capiti, ma di essere ignorati, perché è l’unico modo per concentrarvi e godere del vostro viaggio, scoprendo tutti i profumi, le emozioni, le forme e i colori, tutte cose uniche che esso contiene.
È perché c’è un orizzonte che continuiamo a camminare.
Venne alla spiaggia un assassino, due occhi grandi da bambinodue occhi enormi di paura, eran gli specchi di un avventura.E chiese al vecchio dammi il pane, ho poco tempo e troppa famee chiese al vecchio dammi il vino, ho sete e sono un assassino.Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno, non si guardòneppure intorno, ma versò il vino e spezzò il paneper chi diceva ho sete e ho fame.