Federico Moccia – Libri
Ti spalmerei sul panino come una noce di burro.
Ti spalmerei sul panino come una noce di burro.
Scrivere è sottrarsi alla condanna di una sola vita.
Andavo di fantasia, e di ricordi, è quello che ti rimane da fare, alle volte, per salvarti, non c’è più nient’altro. Un trucco da poveri, ma funziona sempre. (da “Novecento”)
Eravamo già all’entrata del reparto del Positivo: finii d’esser Gubbio e diventai una mano.
Una manina si richiuse sulla lettera che aveva accanto e lui continuò a dormire, senza sapere che era speciale, senza sapere che era famoso, senza sapere che di lì a qualche ora sarebbe stato svegliato dall’urlo di Mrs. Dursley che apriva la porta di casa per mettere fuori le bottiglie del latte, né che le settimane successive le avrebbe trascorse a farsi riempire di spintoni e pizzicotti dal cugino Dudley… Non poteva sapere che in quello stesso istante, da un capo all’altro del paese, c’era gente che si riuniva in segreto e levava i calici per brindare “a Harry Potter, il bambino che è sopravvissuto”.
I libri ti aprono un mondo nuovo in cui viaggiare senza muoverti, illustrarlo con le tue immagini e sfiorarlo senza mai toccarlo.
C’è una specie di fato che perseguita le nostre buone decisioni. Ci si decide sempre troppo tardi.