Fiorella Cappelli – Morte
La morte? E che cos’è di fronte alla vita?La morte è scontata… la vita no.
La morte? E che cos’è di fronte alla vita?La morte è scontata… la vita no.
La gelosia ossessiva è figlia dell’insicurezza, va in giro vedendo solo maschere ed inciampa nel suo stesso incedere.
Quando non si sa di cosa aver paura… si ha paura di tutto.Se un pericolo lo conosci, puoi fare due cose: o lo temi e lo eviti o trovi il modo di affrontarlo e combatterlo.La conoscenza di ciò che si ignora dovrebbe portare ad una maggiore consapevolezza degli intenti.In sintesi… è meglio “sapere” o “non sapere?”.
Il tuo ricordo batte incessantemente nella mia anima.La tua mancanza mi fa oscillare sullo striminzito limite che c’è tra realtà e ricordo. Piango lacrime piene di speranza vana, il non vedere il tuo volto mi fa vagare senza meta in un mondo buio. Non riesco a credere di piangere per te, ridurre la tua vita ad un attimo, la morte, è approssimativo: ricordarti con angoscia per la sola emozione che si prova a ritrovarsi senza speranze in un attimo è vana cosa. Voglio ricordarti per quel tanto bene che mi hai dato, voglio cancellare la tristezza con un colpo d’anima, il tuo volto deve darmi ancora una volta il sorriso, una gioia che mi rimembra come tu continui anche nella tua assenza a portare luce ai miei giorni. Grazie di tutto nonno!
Se la poesia può servire a portare i pensieri fuori dalla prigione, per colloquiare con il vento della libertà… allora c’è speranza.
Le stranezze vengono acclamate solo al termine del passaggio terreno.
L’insegnamento più semplice e facile? Nascere piangendo, vivere amando e morire sorridendo.