Nino Candela – Morte
Nella vita mai nessuno si è suicidato ma è stato suicidato.
Nella vita mai nessuno si è suicidato ma è stato suicidato.
Fautori della pena di morte sono degli statalisti dell’omicidio.
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.
Siamo tutti degli uomini morti in licenza.
La vita e la morte sono due nemici irriducibili: la prima vince molte battaglie, la seconda la guerra.
Potranno recidere tutti i fiori ma non potranno fermare la primavera.
Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo persino il becchino sia triste.