Francesco Iannì – Guerra & Pace
La strada per la pace non porta né a destra né a sinistra: essa conduce nell’intimo del proprio cuore.
La strada per la pace non porta né a destra né a sinistra: essa conduce nell’intimo del proprio cuore.
Spengo la guerra per un po’, mi nascondo in trincea, aspetto, in agguato. Non mi interessa di combattenti e reduci quando si fa lotta per la sopravvivenza, ché in qualche modo bisogna zoppicare. Ho mille strumenti di tortura. Stasera, che pena m’infliggo?
Parliamo, sorridiamo, sospiriamo, scriviamo di ciò che non abbiamo ancora detto. Aspettiamo speranzosi due occhi che ci puntino, che ci osservino. Siamo in attesa di un cervello interessato alle nostre idee. Vogliamo essere ascoltati, scoperti, salvati.
Non si può dare agli altri ciò che non si ha; forse si può dare…
“Non si vive di luce riflessa”, dicono. Però io preferisco la luna al sole.
La poesia più bella nasce sempre dalle lacrime sincere di una grande delusione, anche quella che non viene scritta. La sofferenza strizza il cuore e il succo che ne viene fuori è arte.
Finchè il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi, sarà sempre guerra.