Francesco Iannì – Libertà
Che strane creature, noi uomini. Prima aneliamo alla libertà, ma poi ne abbiamo paura.
Che strane creature, noi uomini. Prima aneliamo alla libertà, ma poi ne abbiamo paura.
C’è nella limpidezza di un cielo azzurro un senso di libertà impagabile. Sulla fronte delle montagne vi è il respiro fresco della gioia. Fra i colori e le voci della gente al mercato c’è il volto autentico del giorno che palpita. In un raggio di sole si può leggere la poesia della vita. Non perdetevi tutto questo per poter stare al passo con la fretta, perché essa brucia il tempo e tutto ciò che contiene e toglie all’occhio la bellezza dell’istante.
Sentite sentinelle, se vi va di continuare a leggere (o far finta di leggere) libri, libretti e libricini “in piedi” per tutte le piazze d’Italia, andate avanti e continuate a farlo fino a non saper più come sedere. Ma mi raccomando, non fate del vostro abituale silenzio cinico e provocatorio una arma “pseudo-pacifica” per soffocare la voce di chi non la pensa come voi. Non ce la farete, neanche nei vostri assurdi e chimerici sogni quotidiani.
La libertà è evadere dai muri delle proprie paure.
In amore mentire non è del tutto sbagliato, ma l’onestà è il miglior condottiero, perché ci rende liberi.
A volte delle piccole costrizioni possono paradossalmente renderci più liberi.
Legatevi a un libro, c’è la libertà dentro.