Francesco Iannì – Tristezza
Ci sono giorni in cui vorrei che, con una siringa, mi aspirassero tutti i pensieri.
Ci sono giorni in cui vorrei che, con una siringa, mi aspirassero tutti i pensieri.
I rapporti sono la conseguenza di avventati atti di fiducia.
Anche quando sei stato travolto dalle tempeste, non ho mai visto nei tuoi occhi la tristezza. Ti sei sempre aggrappato alla vita con tutte le tue forze, anche quando il cielo sembrava “chiuso” e le stelle sembravano cadere. Hai chinato le spalle, ma mai il tuo animo, e non immagini quanto io lo ami. Mi infondi tanta sicurezza ogni volta che passa una nuvola e tu la guardi e la lasci andare. Ed io vorrei tesoro mio “darti” le parole più belle per farti comprendere che la mia più grande emozione porta il tuo nome!
Prendi questo dolore fingi che sia l’unico peso per non farti volare.
Mi piace pensare che la verità non abbia bisogno di parole per esprimersi, ma che, piuttosto, possa agire silenziosamente.
Fuggire. A volte non è vigliaccheria, ma solo sopravvivenza. E ho imparato che ci sono tanti modi per fuggire, senza dover necessariamente mettere miglia di distanza fra noi e il nostro mondo. Si può fuggire nel passato, nei luoghi lontani e nascosti nella memoria. E può anche capitare di ritrovarsi.
È terribile quando vorresti essere la stessa di prima, ma anche sforzandoti ti ritrovi diversa, nulla ti soddisfa più, le cose che ti facevano sorridere; ora ti lasciano indifferente, e ti arrabbi con te stessa, ti arrabbi sopratutto con gli altri, che ti hanno resa una persona che non riconosci più nello specchio.