Franco Pancaldi – Anima
Ho guardato indietro, girandomi non ho visto che le mie impronte, ho pensato tu fossi così leggera da farle volare via col vento. Poi ho tornato ad aprire gli occhi, eri molto più avanti, quasi ad aspettare.
Ho guardato indietro, girandomi non ho visto che le mie impronte, ho pensato tu fossi così leggera da farle volare via col vento. Poi ho tornato ad aprire gli occhi, eri molto più avanti, quasi ad aspettare.
La guardi e ti confonde, la vuoi ma la respingi. Non è così limpida e pura pensi, ma poi la sfiori e a pelle non mente; è bell’anima!
C’è qualcosa di peggio che avere un’anima malvagia. È avere un’anima assuefatta.
È bello innamorarsi prima dello spirito e dopo della presenza. Prima dell’interno e dopo dell’esterno.
La profondità di uno sguardo dardeggia l’anima che scruta.
Il tuo ricordo era una candela accesa, mi consumava, scioglieva e logorava. L’ho spento, e ora la mia anima è graffiata di cera fredda.
È incredibile l’immensa quantità di dolore che c’è dentro una piccola goccia di lacrima.