Gaetano Toffali – Morte
Come stai bene con questo vestito nuovo.Nero?Cara, tu continui a volermi bene, vero?
Come stai bene con questo vestito nuovo.Nero?Cara, tu continui a volermi bene, vero?
Sento la morte ma non ho voglia di salutare nessuno.
Si perde meglio quando ci hai provato, a vincere.
È così bizzarro constatare che la morte per alcuni è un motivo in più per vivere e per altri è un motivo in più per non vivere. L’inevitabile tempra soltanto chi si pone domande e crede anche a ciò che non vede.
E perché non la morte, piuttosto che una vivente tortura?Morire è come esser messi al bando di se medesimi. Silvia è un altro me: bandirmi da lei è esiliar me da me stesso: mortale esilio! Qual luce è luce, se non per veder Silvia? Qual gioia è gioia, se Silvia non mi è vicina? O se non altro poter pensare che mi è vicina, e godere almeno il riflesso della perfezione? Se una notte Silvia non mi è vicina, non ha armonia il canto del rosignolo; se un giorno non contemplo Silvia, quel giorno non esiste per me. Ella è l’essenza stessa di me ed io non sono, se quel suo dolce influsso non mi riscalda, non m’illumina, non mi carezza, non mi alimenta. Col sottrarmi alla condanna mortale non eviterei di morire: se mi attardo qui non vado incontro che alla morte, ma se fuggo di qui fuggo lontano dalla vita.
Non sarebbe meglio nascere a cent’anni in una bara e morire a zero nel grembo materno?
Il sesso si può comprare, avere in nuda proprietà o anche semplicemente affittare. Nell’amore si è solo ospiti.