Gaia Ghidelli – Tristezza
-Come stai?-Come sto? Non lo so. Sto come non vorrei stare. Sto come sta uno senza l’ombrello nel bel mezzo del temporale. Sto normale.-Normale?-Sì, normale. Normale senza il “nor”.
-Come stai?-Come sto? Non lo so. Sto come non vorrei stare. Sto come sta uno senza l’ombrello nel bel mezzo del temporale. Sto normale.-Normale?-Sì, normale. Normale senza il “nor”.
La sofferenza si nutre sempre di sofferenza.
Non promettermi il mondo domani mi lasci e non saprei proprio dove mettere una cosa così ingombrante.
Siedo dinanzi ad una finestra, con la testa china penso e soffro dal dolore che risiede dentro di me, ad un certo punto alzo il capo e i miei occhi scrutano quell’infinita distesa, la tenue luce li accarezza, il canto degli uccelli lambisce le mie orecchie e un dolce sorriso scorge nel mio viso e a quel sorriso mi rendo conto che oltre il dolore c’è qualche altra cosa che vale la pena darle attenzione: la grazia del mondo e la rarità della vita.
Più il dolore è lacerante, più chiede un rispettoso silenzio.
Ho passato notti a piangere per le delusioni, ho trascorso giornate apatiche e senza senso per colpa di altre persone, e poi ho capito che avevo perso del tempo prezioso per persone che non meritavano neanche un attimo della mia vita.
Vivi la tua vita, domani sarà troppo tardi per ripensarci.