Giampiero Piovesan – Paradiso & Inferno
Ogni cosa a suo tempo, anche la morte.
Ogni cosa a suo tempo, anche la morte.
A chi mi dice che l’inferno e il diavolo non esistono, rispondo che su questo maledetto pianeta fa sempre più caldo e che per andare d’accordo con certe persone bisogna proprio vendere l’anima!
Io sono l’ultimo eletto del diavolo e il primo odiato da Dio!I’m the last devil’s chosen and the first god’s hated!
Quando siamo bambini l’inferno non è altro che il nome del diavolo sulla bocca dei nostri genitori. Poi questa nozione si complica, e allora ci rigiriamo nel letto nelle interminabili notti dell’adolescenza, cercando di spegnere le fiamme che ci bruciano, le fiamme dell’immaginazione. Più tardi, quando non ci guardiamo più allo specchio perché i nostri volti cominciano ad assomigliare a quello del diavolo, la nozione dell’inferno si trasforma in un piumone intellettuale e allora, per sottrarci a tanta angoscia, ci mettiamo a descriverlo. Giunti alla vecchiaia l’inferno è così alla portata di mano che l’accettiamo come un male necessario e lasciamo persino scorgere la nostra ansia di patirlo. Ancora più tardi, e adesso sì che siamo tra le sue fiamme, mentre bruciamo cominciamo a intuire che forse potremmo acclimatarci. Passati mille anni un diavolo ci chiede, con aria di circostanza, se soffriamo ancora; gli rispondiamo che l’abitudine ha una parte ben maggiore della sofferenza. Alla fine arriva il giorno in cui potremmo abbandonare l’inferno, ma rifiutiamo fermamente tale offerta. Chi rinuncia infatti a una cara abitudine?
Amo le cose fatte col cuore ed odio quando capisco che invece sono fatte per comodità, posso essere un angelo con chi agisce col cuore ed un vero diavolo con gli opportunisti.
Prima o poi invecchierò anch’io, e sarà sempre troppo tardi.
Dio apre il paradiso a tutti, entra chi vuole.