Gian Genta – Stati d’Animo
Le offese come i singhiozzi cessano con gli spaventi.
Le offese come i singhiozzi cessano con gli spaventi.
Molte volte è più facile pensare che qualcuno se ne vada perché non vuol restare, senza vedere l’opposto, ossia che non sempre la scelta più facile è quella di lasciare, ma proprio per il bene che vuoi all’altra persona decidi di aprire le mani e lasciare libera l’altra persona. Ricorda, amica mia, che non sempre il non restare implica amare meno, forse è proprio il contrario, bisogna amare molto una persona per decidere di vederla felice anche se lontano da noi e molti non lo comprendono, vedono il lasciarle andare come una sconfitta, ma solo chi va via sa cosa realmente porta nel suo cuore.
Particolari stati d’animo possono venire “esorcizzati” mentre la scrittura riempie il foglio, come se una volta trasformate in parole, le brutte sensazioni si svuotassero del loro carico di grigiore, sofferenza e tristezza.
È curioso che quando proviamo dell’affetto per qualcuno diciamo di “tenerci” per quella persona. Io credo che la spiegazione stia tutto in quel “tenere”, in quell’idea che per capire l’importanza di una persona bisogna prima perderla. Una cavolata, perché se “teniamo” a qualcuno basta dimostrarlo con l’esserci, comunque e nonostante tutto e quindi da qui “tenersi”. Tenersi anche se non fisicamente, esserci, l’uno nella vita dell’altro.
Un minuto di silenzio, accendiamo un cero per tutti gli ottusi mentali affinché possa illuminare un parte dell’handiccappato cervello.
Ho voglia di piangere. Ho voglia di spazzar via attraverso le mie lacrime tutta la mia sofferenza, tutto quello che mi fa soffrire. Attraverso le mie lacrime urlare come mi sento. Il mio cuore ormai è in frantumi e sono stanca, stanca di tutto questo, stanca di stare male. Voglio solo un po’ di serenità. Ho bisogno di sentirmi felice. Voglio che risplenda il sole dentro il mio cuore.
La memoria ha due contenitori: uno dei momenti felici e l’altro di momenti dolorosi. Peccato che si riempiano sempre i secondi.