Maikol Di Stefano – Stati d’Animo
La mezzanotte stava arrivando ed il nuovo anno mi stava già sulle palle.
La mezzanotte stava arrivando ed il nuovo anno mi stava già sulle palle.
Sono una continua sfida e sai perché? Non sopporto “l’ordinaria monotonia”. Amo troppo la mia folla.
Anche quando voci estranee riempiono l’aria e si avverte il silenzio. Quando ci soffermiamo a pensare, guardando senza vedere e ci perdiamo. Se appoggiando le mani sulla tastiera, ci sembrano di burro. Quando non possiamo fare a meno di aspettare una crepa nell’orgoglio, il suo, e la porta resta chiusa. Anche quando ci illudiamo che messaggi sublimali ci appartengono, ma sono scritti per il vento. Quando allunghiamo le braccia per regalare tepore ma fendono soltanto l’aria, procurandoci vertigine. Quando aspettiamo una voce che sappiamo essersi persa nell’eco di un perché, e ci nasce un groppo in gola. Ecco, tutto questo è sentire un vuoto.
Il tempo è variabile: vento freddo, sole pallido, esattamente come il mio umore!
Sono rinata dalle “tombe” più profonde dell’anima. E oggi la mia vita ha acquistato un privilegio e un valore che prima io stessa non gli davo! Voglio prendermi cura di me, del mio cuore e della mia persona perché questo è ciò che merito. Ed è per questo che per starmi vicino e camminare al mio fianco, prendere per mano la mia vita e ascoltare i miei dolori e le mie gioie si deve conquistare un posto importante e meritevole.
Io vorrei qualcuno che mi togliesse il fiato, non il sorriso.
La sofferenza è una specie di bisogno dell’organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo.