Gigliola Perin – Stati d’Animo
Aveva negli occhi un non so che. Una tristezza che brillava, quella che appartiene a chi ha vissuto con l’anima schegge di vita.
Aveva negli occhi un non so che. Una tristezza che brillava, quella che appartiene a chi ha vissuto con l’anima schegge di vita.
Ci sono notti in cui aspetti con ansia il giorno, perché sembrano lunghe e interminabili. Quelle notti dove il sonno non arriva e i pensieri ti soffocano. Poi ci sono quelle dove tempo per pensare non ne hai, crolli, sei stanco e Morfeo ti accoglie. Poi ci sono quelle notti indimenticabili, dove non si pensa, non si dorme ma si ama… Si ama e basta!
L’intelletto si accresce con le nozioni ma si affina con le emozioni, poiché queste ci aprono un varco tra il capire e il pensare: il sentire.
Non sanguinerebbero così tanto i miei pensieri se, invece delle spine, ogni tanto mi sfiorassero i petali.
Sei come sei, e la gente parla, parla dei tuoi “vestiti”, dei tuoi modi “strani”, delle tue “passioni”, parla perché non sa, non sa dei tuoi sogni fragili, dell’infinità dei tuoi occhi limpidi, non sa della tua libertà, del tuo non essere convenzionale, libera da ogni “immagine”, perché la tua mente vola altissima, al di là di ogni limite.
Molto meglio la dolcezza, ti lascia un sapore in bocca, il desiderio di voler gustare ancora, un gelato, un tramonto, un abbraccio.
Sarà una bella giornata, perché ho deciso che lo sia. Ed è una decisione della quale non mi pento mai, comunque vadano le cose.