Giovanni Govoni – Desiderio
Dentro a un desiderio c’è sempre qualcosa che lasciamo e qualcosa che portiamo via.
Dentro a un desiderio c’è sempre qualcosa che lasciamo e qualcosa che portiamo via.
In campo di concentramento ho capito il rapporto che si può stabilire – ironico e profondo – fra il cibo e l’immaginazione magica.È la carenza che fa galoppare i sensi e trottare la fantasia. La mancanza sta all’origine di tutti i pensieri desideranti. E anche di tutte le deformazioni più o meno segrete del pensiero.
Desidera ciò che puoi amare e disdegna ciò che lascerai.
Nel languore amoroso qualcosa se ne va, senza fine; è come se il desiderio non fosse nient’altro che questa emorragia. La fatica amorosa è questo: una fame amorosa che non viene saziata, un amore che rimane aperto.
Chi desidera poco ha bisogno di poco.
Non serve tanto il desiderio di credere quanto quello di scoprire, che è esattamente il suo opposto.
Desiderio e amore hanno anche un naturale legame reciproco, e succede spesso che si ami e si desideri la stessa persona. Le due esperienze rimangono, però, distinte: chi desidera una persona vuole che venga riconosciuto e accettato il proprio desiderio, non ne vuole necessariamente il bene, e chi l’ama s’impegna a promuovere la libera personalità dell’altro/a, non ne vuole necessariamente il possesso e la vicinanza. Ma è difficile riuscire a distinguere e, soprattutto, a realizzare la differenza.