Giovanni Locci – Vita
Camminando impari a cadere.
Camminando impari a cadere.
La vita è come il gioco della battaglia navale. Puoi rischiare di fare un buco nell’acqua, ma se ti va bene affondi il tuo prossimo.
All’inizio di ogni attività tutto è complicato e difficile ma… se ti piace, lasci che ti venga insegnata quella cosa, lasci perdere chi ti viene contro, la tua volontà e lasci fare al tempo; il tutto diverrà facile! Nessuno nasce “imparato”.
Noi viviamo l’attimo del soffio del vento, del batter d’ali di farfalla, dello splendore di un fiore ricamato di rugiada, del sapore di un bacio rubato. Non viviamo l’eterno di una stella che splende ma resta lontana, di un diamante che brilla ma è sempre gelido, delle catene montuose che sfiorano il cielo ma non l’abbracciano mai. L’eterno è immobile, la vera bellezza è nel tocco fugace dell’arcobaleno che, per un istante, ci abbraccia tra terra e cielo.
Spera il meglio e aspettati il peggio. Così non rimani delusa più di tanto.
La vita, quattro lettere, migliaia di momenti, miliardi di emozioni.
Prendi la vita come fosse un grande spettacolo, dove il tuo compito è ballare, già sai che se inciampi e cadi c’e gente che riderà di te e dirà che non vali molto, ma c’è anche gente che si alzerà dalla sedia per tenderti la mano in modo che tu possa rialzarti.