Giovanni Schettino – Cielo
Non piegare il capo dopo la sconfitta, ti negheresti la visione del cielo!
Non piegare il capo dopo la sconfitta, ti negheresti la visione del cielo!
Se la notte sei felice la vedrei brillare di mille costellazioni.
All’infinito appartiene anche il nostro mondo, perché in una notte di San Lorenzo cadrà in mille pezzi e svanirà nell’infinito.Nell’infinito compreso anche l’incomprensibile, l’infinito è la misura dell’eternità.
Quando guardo il cielo penso alle stelle silenziose, che senza far rumore, ma brillando di luce propria, ci osservano e stanno, ancora una volta, zitte. Il mio sguardo si perde nell’infinità del cielo e così anche i miei pensieri volano lontano. Mi incanto a guardare quella bellezza che anche di giorno, quando il mondo è sveglio, mi attrae e mi rende felice. Il suo colore quando il sole è alto e non ci sono nuvole è stupendo. Al tramonto poi rende tutto magico. I colori danzano fra di loro e formano un manto di luce che piano piano fa posto al blu della notte. Osservando il cielo mi perdo, ma nello stesso tempo perdendomi nella sua immensità, ne faccio parte.
Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria.
La notte cambia odore ogni ora che passa.
La notte cala per evidenziar stella.