Giovanni Schettino – Cielo
Non piegare il capo dopo la sconfitta, ti negheresti la visione del cielo!
Non piegare il capo dopo la sconfitta, ti negheresti la visione del cielo!
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
La luna è come il sole, prima ti illumina e poi se ne va.
Nuvole si stagliano nel cielo, impalpabili graffiti su un’infinita tela.
Oh dispettosa luna che volti il tuo viso altrove, cosa stai elucubrando? Il sole irradierà…
Grandine, tempesta e tornado. Ci sarà sempre un arcobaleno ad aspettarci!
Un bacio sulla notte, è rubare metà sogni al cielo.