Giulia Guglielmino – Poesia
Per tutti coloro che amano scrivere, e rifugiano nella scrittura ogni sensazione, emozione e ogni evento, arriva un momento in cui si sente il bisogno di scrivere qualche parola in meno e dirne qualcuna in più.
Per tutti coloro che amano scrivere, e rifugiano nella scrittura ogni sensazione, emozione e ogni evento, arriva un momento in cui si sente il bisogno di scrivere qualche parola in meno e dirne qualcuna in più.
Chi non è in grado di apprezzare la poesia non capisce che è un momento di pura seduzione.
Ho notato che i momenti belli non li sento quando li vivo, ma li rimpiango quando li ricordo.
La poesia? Espressione, scenografia di vita, copione soggettivo di ogni attore.
Ohimè! O vita! Per queste domande sempre ricorrenti, per la folla infinita di infedeli, per le città piene di sciocchi, per il mio continuo rimproverarmi (poichè chi è più sciocco di me e più infedele?), per gli occhi invano assetati di luce, per gli oggetti perfidi, per la lotta sempre rinnovata, per gli scarsi risultati di tutti, per le sordide folle che vedo attorno a me avanzare con fatica, per gli anni inutili e vuoti di coloro che rimangono, con il resto di me avvinghiato, la domanda, Ohimè! Così triste, così ricorrente – cosa c’è di buono in tutto questo? Ohimè! O vita![risposta]Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuire con un verso.
Lei: “Scusa ma devo essere razionale, devo seguire il mio cuore”Lui: “Guarda che l’amore non è razionalità!Lei: “Infatti questo non è amore!”
Di questo potrei parlare all’infinito, ma odio Leopardi e tutti i poeti da pelliccia.