Giulia Mascolo – Cielo
Gli occhi erano celesti, quasi vi avesse catturato il cielo.
Gli occhi erano celesti, quasi vi avesse catturato il cielo.
Perché molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.
Amava sognare, volare… dormire sui prati fioriti del paradiso cullata dagli angeli.
Impariamo a guardare sempre il cielo per capire la grandezza della vita, anche se di giorno con un bel azzurro ci sono le nuvole bianche, la notte il cielo stellato, il tramonto, l’alba Ma è stupendo anche il temporale, le soffici piogge d’autunno. Guardando il cielo si sa che dopo il temporale spunta l’arcobaleno, e anche gli acquazzoni possono essere piacevoli. Tutto questo ce lo insegna la natura. E così anche con la vita. Anche quando siamo bagnati dalla pioggia e ci sentiamo tristi dovremmo pensare che il prima o poi il sole arriverà insieme a tanta felicità. Comunque: Quando si ama la vita, tutto è più bello. Infondo ci sono due modi di vivere: uno sta nel ritenere impossibile il miracolo, l’altro nel ritenere ogni cosa un miracolo.
La cura per non soffrire è essere superficiali.
Basta puntare gli occhi al cielo per capire che in quei millesimi di secondi ci sono mille immagini… e che in quei millesimi di secondi si possono vivere mille emozioni.
È necessaria la sofferenza. Il cielo preferisce i sacrifici che sanguinano da lungo tempo.