Giulia Mascolo – Tristezza
Penso che la felicità mi odi.
Penso che la felicità mi odi.
Urla che non udrai mai scaturiscono come cascate nella mia testa. Maschera imperterrita stampata nel viso, e quel sorriso che nasconde l’insana voglia di scappare. Continuo a guardarmi attorno, e l’unica cosa che riconosco è un viso sconosciuto nel finestrino. Il mio viso.
Se ce la fai senza di me, dovrò imparare a fare come te.
Nessuna aspettativa è uguale a: nessun dolore.
Non è il dolore in sé ad annientarci, molto più spesso a farlo è la consapevolezza di aver di nuovo sbagliato e l’impossibilità di poter tramutare l’errore in qualcosa di giusto.
È assolutamente vero: ho capito che ci soffri di meno se non ti aspetti niente.
Ho pensieri nuvolosi. Mi piovesse almeno addosso questa mia solitudine!