Giulio Castronovo – Nemico
La vera forza dell’incapace è millantare se stesso.
La vera forza dell’incapace è millantare se stesso.
Sentendo la morte nel mondo non potevo evitare di sentire la morte anche nel mio cuore e dentro di me, ma come potevo io resistere alla morte che mi opprimeva, senza che avessi un’arma o una difesa altrettanto forte? Come potevo da sola io essere viva e illuminare il mio animo quando tutto era avvolto dalle tenebre? Come potevo sfuggire all’odio, senza che venisse da me l’amore?
Tutte le mattine quando mi guardo allo specchio vedo il mio vero avversario, quello da battere.
Io… sono io…Nonostante le mie intenzioni siano delle miglioriogni argomentazione, seppur la più convincente,non sarà mai abbastanza per far sì che tu non mi consideri un nemico.E l’unico motivo, l’unica spiegazione a questo fatto…è la tua consapevolezza del fatto che, anche senza che io faccia nulla,non puoi competere con me…la tua consapevolezza di non essere al mio livello ti porta a temermi,nonostante io non manifesti ostilità alcuna nei tuoi confronti…funziona così… e la tua dichiarazione di guerra dinnanzi alla mia proposta d’amicizia è l’unico modo per liberarti di me… perché sai…sei pienamente consapevole del fatto, che se anche io dichiarassi le ostilità, non avresti la minima possibilità… su nessun fronte, nessun appiglio… ecco perché mi temi senza motivo… ecco perché mi odi… ecco perché mi cacci… e nonostante ciò mi faccia maleavrò comunque il premio di consolazione…Io sono migliore di te…e non è arroganza, non è superbia… è verità…e sei stato tu ad ammetterla… con il tuo comportamento e operato…In ogni caso… vinco sempre io…
Oggi avere un nemico vuol dire odiare. Quando i valori della vita erano saldi e conosciuti voleva dire sempre e comunque rispetto.
I peggiori nemici dei gay non sono gli eterosessuali omofobici, ma i gay stessi che non si accettano e, per paura di non essere accettati anche dagli altri, si isolano da tutti diventando asociali al massimo grado, sono inavvicinabili e inconsolabili, sordi e ciechi ad ogni gesto d’amore, poiché convinti che nessuno possa amarli.
Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, bensì sottomettere il nemico senza combattere.