Giuseppe Acciaro – Palindromi
Arco, rame e mar ocra.
Arco, rame e mar ocra.
Soltanto i più stoici riescono a ricomporre, e alcuni di loro addirittura a rafforzare, quelli che sembravano dei sogni ormai spezzati.
Ecate, covata viva, ta’ voce tace.E C A T EC O V A TA V I V AT A V O CE T A C ECos’e’ l’amor? E’ mero male socratico, vede.
E d’Irene se ne ride.
Si affaccia nella radura un gruppo di cervi. Il capobranco si annuncia con il caratterisco bramito, poi si muove, timoroso e imponente. Nel contrasto vedo l’armonia.
È nome di demone.
La dilatazione del tempo, l’obbiettivo perseguito con pazienza certosina. Una propria dimensione vissuta senza nessun possibile compromesso. Una ritrosia naturale verso un mondo frenetico. Un uso del rallenty che non ha eguali. Ecco, sta arrivando pianissimo il bradipo.