Giuseppe Donadei – Stati d’Animo
Chi non si stupisce non è perché ha visto tutto ma è perché non è in grado di vedere niente.
Chi non si stupisce non è perché ha visto tutto ma è perché non è in grado di vedere niente.
Beati quelli che sotto alle coperte hanno qualcuno da stringere, perché io, a volte, sotto le coperte non ho nemmeno me stessa.
Ieri, larga era la camicia di ieri, e non ho riconosciuto l’orma del mio corpo zingaro.
Ne faccio anche una questione di risparmio sui consumi emotivi, con qualche goccia d’amore non v’è distanza che non possa coprire.
Il mio difetto? Rifletto su tutto. Penso, penso e ripenso troppo!
Identità rarefatta. Dispersione. Sospensione. Limbo. Episodi di deragliamento del pensiero. Diagnosi improbabile. Succede questo a non definirsi con tratti netti e marcati, con il nero che imbratta il bianco e lo deturpa irrevocabilmente, irrimediabilmente. Tra lo stare ed il non stare, ci sono io a dirimere il traffico: i pedoni a destra, i cingolati a sinistra e poi, tutti in fondo, verso la cassa toracica allestita a garage sotterraneo, ché tutti lì andate a finirmi, tra l’esofago strozzato, i polmoni in asfissia ed il cuore rattrappito.
La luna con la sua fioca luce illumina questa notte senza tempo. Nei cuori che galleggiano nel suo perlaceo fulgore, riemergono a tratti un sorriso o un sospiro o un rimpianto.