Henry Fielding – Morte
Non è la morte, ma il morire, che è terribile.
Non è la morte, ma il morire, che è terribile.
Giace il cavallo al suo signore appresso,giace il compagno appo il compagno estinto,giace il nemico appo il nemico, e spessosu’l morto il vivo, il vincitor sul vinto.Non v’è silenzio e non v’è grido espresso,ma odi un so che roco e indistinto:fremiti di furor, mormori d’ira,gemiti di chi langue e di chi spira.
Se non mi uccido è perché anche la morte m’è indifferente.
Uno dei modi con cui facciamo i conti con la morte è attraverso l’immaginazione.
Una persona non muore quando dovrebbe, ma quando può.
Quando ti rendi conto di essere inutile come persona e come essere non sei più in grado di pensare a te stesso… semplicemente smetti di pensare e lasci che la vita ti scivoli via.
La morte non prende mai il saggio di sorpresa. Egli è sempre pronto ad andare.