Italo Svevo – Morte
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
Fautori della pena di morte sono degli statalisti dell’omicidio.
Sappiamo che tutto scorre, il tempo, l’acqua in un fiume, il sangue nelle nostre vene. E viviamo tutta la nostra vita chiedendoci cosa ci sia alla fine di tutto questo scorrere.
Dicono che chi è destinato a morire giovane, inconsciamente, in qualche modo lo sa, lo percepisce.
Sono stato definito folle, macabro ma ciò che mi contraddistingue è il mio rapporto morboso con la figura della morte. Non la temo, nonostante ci sia stato a stretto contatto, la rispetto e la vedo come una figura femminile seducente e conturbante che, alla fine dello spettacolo, quando calerà il sipario, saprà soddisfare i miei desideri. Questa è follia? C’è chi teme ciò che non conosce e chi è affascinato da ciò di cui ne ha appena percepito il profumo.
La morte pone fine alla vita, ma fa nascere se stessa.
Sfruttava in modo perverso e malvagio le notizie che apprendeva.