Ivano Fossati – Desiderio
Santa fortuna che vegli sugli uomini senza virtù, vienimi a trovare.
Santa fortuna che vegli sugli uomini senza virtù, vienimi a trovare.
Ho vissuto più in quindi giorni che in quindici anni; e mi sembra che nessuna delle mie lunghe settimane di dolore eguagli in acutezza di spasimo questa breve settimana di passione. Il cuore mi duole; la testa mi si perde; una cosa oscura e bruciante è in fondo a me, una cosa ch’è apparsa all’improvviso come un’infezione di morbo e che incomincia a contaminarmi il sangue e l’aniam, contro ogni volontà, contro ogni rimedio: il Desiderio.
La tua pelle sulla mia e fuori tutto il resto,non voglio chiudere gli occhi, non adesso…
È meglio essere una nullità nel regno metafisico dei morti, che qualcheduno nel regno terreno degli stupidi.
Come una luce fulgida, un giorno non molto lontano accendesti i miei sensi, e delle ali bianche nell’immenso cielo azzurro, mi posarono sul monte dell’oblio.
Ti amo non per chi sei, ma per chi sono io quando sono con te.
Sarai per me come quel frutto proibito, che desideri assaggiare ma che non vuoi che finisca mai.