John Green – Abbandonare
Fu come essere preso a sassate ma da dentro: una serie di colpi e poi una fitta acuta in fondo alla gabbia toracica. Fu allora che sentì per la prima volta che un pezzo delle sue viscere gli veniva strappato via.
Fu come essere preso a sassate ma da dentro: una serie di colpi e poi una fitta acuta in fondo alla gabbia toracica. Fu allora che sentì per la prima volta che un pezzo delle sue viscere gli veniva strappato via.
Non abbandonarmi, Musa Erato, nel buio della notte inseguo la tua luce ma, sovente, come…
Il miglior modo per sapere cosa pensa davvero di noi una persona è andarsene.
Brutto vedere come le persone si facciano condizionare delle altre. Un giorno sono tuoi amici, poi di punto in bianco cambia tutto: non ti salutano più, se ti vedono fanno finta di non vederti. Sono persone povere di personalità e di carattere. Questo mi fa solo pena.
Le persone fanno schifo, lo so. Anche quelle che dicevano che non ti avrebbero mai lasciato, “ci sarò sempre per te”, addirittura lui. E magari settimane, mesi fa; ci speravi ancora in un suo ritorno. Forse gli serve del tempo, e poi me l’ha promesso che non se ne andava. E aspetti, aspetti, aspetti e aspetti; ma niente cambia. E poi arriva. Arriva la svolta. Finalmente capisci. Capisci che non tornerà, che ha una nuova vita e tu non ne fai parte. Capisci che le sue erano solo parole di consuetudine, parole di chi riesce a dire un “ti amo” e non avere il batticuore. Capisci, però, anche che, in un modo o l’altro devi andare avanti. E in fondo ci riesci anche. Ti passa. E magari ci sarà sempre nell’aria un suo particolare, una sua piccola sfumatura a ricordarti di lui. Sarà semplice: inspira a fondo, e poi butta tutto fuori.
Con il tempo passa tutto. Così dicono. Ma non credo sia vero.
Un arrivederci è un addio elegante. La colomba bisogna farla volare, bisogna lasciarla andare libera….