Joseph Roth – Figli e bambini
La mia vecchia mamma, col suo vecchio bastone nero, teneva lontano il disordine.
La mia vecchia mamma, col suo vecchio bastone nero, teneva lontano il disordine.
Quando l’adolescenza si impossessa dei nostri figli, realizzi di non aver capito niente.
Non deve destare meraviglia che i bambini nati fuori dal matrimonio siano per lo più le teste migliori: sono il risultato di un’ora spiritosa. I figli nati all’interno del matrimonio sono più spesso il risultato della noia.
Avrei voluto vederti realizzare ogni sogno. Vederti sorridere mille volte di più. Avrei voluto dedicarti più tempo e stringerti più a lungo a me. Ti voglio bene.
La vita cominciò a germogliare nel tuo ventre, per sbaglio. Per errore perché non era amore, per sbaglio perché il tuo corpo non avrebbe dovuto annaffiare alcun fiore. Il tuo desiderio e la vita sono componenti che vincono sempre, così niente avrebbe più potuto recidere quel fiore che in te si formava. Avevi contro il corpo e la vita, gli affetti e gli sciacalli, ma di battaglia in battaglia facesti in modo che il condottiero della crociata fosti tu. L’eroe vittorioso. Avrebbe potuto non esserci se il più eroico condottiero della vita non si chiamasse “madre”. Uomo non può capire, persino può pensare travisando la realtà, che l’atto d’amore più grande dell’essere umano possa chiamarsi egoismo.
Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
Mamma, tu non morirai mai, perché io sarò sempre il tuo bambino.