Jules Henri Poincaré – Scienza e tecnologia
Uno scienziato degno di tal nome, e specialmente un matematico, sperimenta nel suo lavoro la stessa sensazione di un artista; il suo piacere è della stessa intensità e natura.
Uno scienziato degno di tal nome, e specialmente un matematico, sperimenta nel suo lavoro la stessa sensazione di un artista; il suo piacere è della stessa intensità e natura.
La scienza è simile ad un drago gigantesco che nasconde dentro sé il mistero del fuoco.Basta che qualcuno lo stuzzichi e le fiamme sbucano fuori nella loro bellezza magica, abbagliando, ma inevitabilmente, spesso bruciano tutto ciò che sfiorano.
Per me la scienza è fatalmente portatrice di valori. Pensando al discorso sul metodo mi viene in mente Galileo e le sue ragioni metodologiche. Non credo che la sua scienza fosse innocua, neutrale, innocente. Perla semplice ragione che le sue ricerche misero in crisi una prospettiva ideologica forte: quella fino ad allora sostenuta dalla Chiesa e dall’autorità scientifica appoggiata dal cardinal Bellarmino. È impossibile separare la scienza dal suo contesto storico sociale concreto. L’immagine dello scienziato chiuso inlaboratorio che fala grande scoperta è un po’ comica. A promuovere la scienza sono innanzitutto i gruppi interessati a usarne le ricadute: l’università, l’industria sempre più immateriale, i grandi centri medici e farmacologici, l’esercito. La portata ideologica della scienza lievita dentro questi interessi.
Lo scienziato trova la sua ricompensa in ciò che Henri Poincarè chiama la gioia della comprensione, e non nelle possibilità applicative delle sue scoperte.
La scienza di fonda sul dubbio.
La vera scienza soprattutto insegna a dubitare e ad essere ignoranti.
È sbagliato pensare che il compito della fisica sia di scoprire come è la natura. La fisica riguarda quello che noi possiamo dire a riguardo della natura.