Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Poesia
I poeti sono persone infelici poiché, per quanto il loro spirito si elevi, saranno sempre racchiusi in un involucro di lacrime.
I poeti sono persone infelici poiché, per quanto il loro spirito si elevi, saranno sempre racchiusi in un involucro di lacrime.
Quando tutto alla fine muore e si estingue resta soltanto la poesia a testimoniare la grandezza dell’anima umana.
Pensavo che nel mondo magico e stupefacente della poesia non esistesse alcun tipo di pregiudizio né preconcetto, ma mi sono sbagliato. Era solo un’altra illusione in mezzo a mille altre.
In un campo ho veduto una ghianda:sembrava così morta, inutile.E in primavera ho visto quella ghiandamettere radici e innarzarsi,giovane quercia verso il sole.Un miracolo, potresti dire:eppure questo miracolo si producemille migliaia di voltenel sonno di ogni autunnoe nella passione di ogni primavera.Perchè non dovrebbe prodursinel cuore dell’uomo?
Tutti gli uomini, da Adamo in giù fino al calzolaio che ci fa i begli stivali, hanno nel fondo dell’anima una tendenza alla poesia.
I popoli si immaginano di odiare la poesia ed essi sono tutti dei poeti e dei mistici.
La sensibilità che diviene poesia abbraccia la vita in tutte le sue malinconiche o agrodolci manifestazioni. È difficile scrivere nell’attimo in cui sei felice, sei impegnato a viverlo e basta, il momento successivo in cui lo vedi scivolare dalle tue dita è il “momento” della poesia per chi non può farne a meno. Ed in questo senso lo trasfigura, trasportandolo in una diversa dimensione, quasi a staccarlo da noi stessi e a vederlo con occhi diversi.