Klara Erzsebet Bujtor – Cielo
Contemplo il cielo, perché questa triste aria, velata di nebbia sottile? Perché il sole inchina davanti a quest’infinito lacrimoso, e non raggia su di noi, per quale colpa?
Contemplo il cielo, perché questa triste aria, velata di nebbia sottile? Perché il sole inchina davanti a quest’infinito lacrimoso, e non raggia su di noi, per quale colpa?
L’amore è fragile, basta poco o nulla e si frantuma il cuore, ma per quei istanti quando ci brucia, siamo nell’inferno del paradiso.
Tu non lo sai, nemmeno io, ma poi si l’ho saputo! Quando? In un sogno, più vero del reale! Ecco insieme mani strette alle mani tu fissavi un orizzonte di una luce mai vista, il celo con le sue stelle a illuminarti i sentieri. Tutto si scostava dal passato, un amore vero governava la terra nessuno più soffriva, nessun bambino piangeva, il sorriso nella bocca di tutti il paradiso era nell’anima! Tu non lo sai ma io l’ho sognato quel mondo!
Un abbraccio affettuoso a tutte le stelle di questo cielo prezioso: “la vita”.
Gli uomini moderni sono dei gran creduloni: credono in ciò che è scritto sui giornali…
Tutte le cose belle muoiono in cielo, anche le stelle.
La stoltezza vola basso con le ali della libertà, la saggezza nel limpido cielo con il vento a favore.