Klara Erzsebet Bujtor – Stati d’Animo
È una vita cerco una mano grande, forte, aperta,alzata verso il cielo,come un albero che offre i suoi rami agli uccellidi poter posare e riposare,ma ancora non la vista,forse volo troppo basso…
È una vita cerco una mano grande, forte, aperta,alzata verso il cielo,come un albero che offre i suoi rami agli uccellidi poter posare e riposare,ma ancora non la vista,forse volo troppo basso…
Non è la morte che fa paura, ma è la vita con le sue fiabe e i suoi dolori che ci usura.
E al mattino rinascono leggere farfalle, pronte ad andar giù pesante per rompere i vetri alle finestre dell’ipocrisia.
Attendo il tempo, cortese o infuriato, esso spinge oltre ogni mia aspettativa, passa sulla mia pelle, ma non scalfisce le mie attese, saprò scorgerne ogni attimo e viverne ogni sensazione.
Nessuno è perfetto, soprattutto io. Troppo orgogliosa, troppo diffidente, ma fottutamente vera. Chiamami folle, matta o pazza, ma credimi, la mia imperfezione mi rende unica.
A volte sarebbe meglio non provarle tante cose. Sterili abbigliati, pietre fredde, manichini senz’anima e senza cuore. Sarebbe meglio non averlo un cuore, se poi lo vedi schiacciato a poca distanza sotto a una scarpa.
So di aceto e limone, pungente sulla lingua, brucio sulla pelle. Aspra! Chi non sa diluirmi con la vaniglia dice di me che sono acre. Io mi preoccupo di non essere amara, nonostante i fumi delle pozioni tossiche inalate. Ricordo flebo di veleni somministrarti endovena, sottocute che creavano strati di rancore tra il cuoio e le arterie. E sono scappata nella notte, alzata da quel letto di droghe e soporiferi letali, rintanata come animale impaurito negli antri di boschi solitari e nebbiosi, tra le belve sanguinarie, aspettando l’alba sotto alberi spogli e durante piogge incessanti. Grondante e trafelata. La mia forza mi ha portata a bordo strada, non voglio passaggi da nessuno io, ma camminare sull’asfalto è assai diverso che camminare tra roghi e sterpaglie.