Leonardo Sciascia – Morte
Prolungate il più possibile la veglia funebre. Accertatevi che sia morto davvero.
Prolungate il più possibile la veglia funebre. Accertatevi che sia morto davvero.
Per me la morte significa ben poco. È l’ultimo scherzo in una serie di brutti scherzi.
Di attesa si muore, e la morte così vive.
I miei cari che se ne sono andati, mi hanno lasciato ricordi belli e anche brutti nella memoria, perché non erano perfetti, come non lo sono io, come non lo è nessuno. Ma nel mio cuore hanno lasciato solo amore, tanto amore! Che custodisco con cura. Perché era il meglio che potevano lasciarmi. È quello che di meglio possiamo lasciare a quelli che rimarranno dopo la nostra partenza. Il nostro amore!
Quando morirò, voglio esserci anch’io.
Forse è questo il peccato originale, essere incapaci di amare e di essere felici, di vivere a fondo il tempo, l’istante, senza smania di bruciarlo, di farlo finire presto. Il peccato originale introduce la morte, che prende possesso della vita, la fa sentire insopportabile in ogni ora che essa arreca nel suo trascorrere, e costringe a distruggere il tempo della vita, a farlo passare presto, come una malattia; ammazzare il tempo, una forma educata di suicidio.
Non cercare la morte. La morte ti troverà. Cerca piuttosto la strada che rende la morte un compimento.