Linus Torvalds – Informatica
Alcune persone mi hanno detto di non pensare che un pinguino grasso simboleggi realmente la grazia di Linux, e questo mi dice che non devono aver mai visto un pinguino arrabbiato che si fionda verso di loro a 160 km/h.
Alcune persone mi hanno detto di non pensare che un pinguino grasso simboleggi realmente la grazia di Linux, e questo mi dice che non devono aver mai visto un pinguino arrabbiato che si fionda verso di loro a 160 km/h.
Il C++ sarebbe un linguaggio decente da insegnare se potessimo insegnare la parte ++ senza la parte C.
L’hacker è una persona che è andata al di là dell’uso del computer per sopravvivere (“Mi porto a casa la pagnotta programmando”) e guarda piuttosto ai due stadi successivi. Lui (o, in teoria ma in pratica fin troppo raramente, lei) usa il computer per i propri legami sociali: l’e-mail e la Rete sono mezzi bellissimi per avere una comunità. Ma per gli hacker un computer significa anche intrattenimento. Non i giochi, non le belle immagini sulla Rete. Il computer in sé è intrattenimento.
Ci sono dei momenti in cui, senza Internet, anche i non solitari morirebbero di solitudine.
Fare programmi oggi è una corsa fra gli ingegneri del software che si sforzano di sviluppare programmi migliori e a prova di idiota, e l’universo che si sforza di produrre idioti sempre più grossi. Per ora l’universo sta vincendo.
L’ingegnere quantistico Seth Lloyd è convinto che l’universo sia un gigantesco computer. Speriamo non faccia girare Windows.
Il virtuale non sostituisce né rimpiazza né, tantomeno, nega o cancella il reale, semplicemente gli ruba il tempo e lo spazio per poter esistere e manifestarsi anche al di là dello schermo.