Lucia Pizzi – Abbandonare
Continuare così è inutile, è stata bella finché è durata, ma questa non è più una storia. Questo è farsi male ed io non sono in grado di sopportarlo.
Continuare così è inutile, è stata bella finché è durata, ma questa non è più una storia. Questo è farsi male ed io non sono in grado di sopportarlo.
A volte capita di guardare fuori dalla finestra in quei giorni uggiosi, e sentirsi grigi, senza colore.Il mondo passa e tu resti fermo, immobile, senza forze.Vedi gli altri passarti avanti e tu rimani lì a guardare fuori, nella speranza di vedere quella luce, e non sai mai quando arriverà.E il freddo ti avvolge, e le lacrime sono l’unica fonte di calore che sembra esserti rimasta.Chi credevi sarebbe rimasto per sempre ti ha appena finito di abbandonare.Ti maledici quando quel giorno hai deciso di crederci in quel “per sempre”, perché alla fine non ti ha portato a nulla.Ma nel momento più inaspettato tornerà la luce, tornerà il caldo e i colori.Ma tu rimarrai sempre in balia ad aspettare, a chiederti quando tornerà il freddo.
Le persone fanno schifo, lo so. Anche quelle che dicevano che non ti avrebbero mai lasciato, “ci sarò sempre per te”, addirittura lui. E magari settimane, mesi fa; ci speravi ancora in un suo ritorno. Forse gli serve del tempo, e poi me l’ha promesso che non se ne andava. E aspetti, aspetti, aspetti e aspetti; ma niente cambia. E poi arriva. Arriva la svolta. Finalmente capisci. Capisci che non tornerà, che ha una nuova vita e tu non ne fai parte. Capisci che le sue erano solo parole di consuetudine, parole di chi riesce a dire un “ti amo” e non avere il batticuore. Capisci, però, anche che, in un modo o l’altro devi andare avanti. E in fondo ci riesci anche. Ti passa. E magari ci sarà sempre nell’aria un suo particolare, una sua piccola sfumatura a ricordarti di lui. Sarà semplice: inspira a fondo, e poi butta tutto fuori.
E c’è quel tremendo legittimare con la richiesta imposta di silenzi la volontà di blindare un momento. Quello che si perde non è tanto quello spazio temporale quanto l’intima condivisione decantata ma non concretamente e profondamente implicita.
L’ultimo raggio di sole tramontae un silenzioso egemonico dolore raccontaLa storia di un cuore triste, stanco e affrantoLacerato dai giorni e dal piantoMentre la mente colma di pensieriDistratta mostra i frequenti dispiaceriChe al sorgere dell’alba inevitabilmente confondonoe al sopraggiungere della notte inesorabilmente devastanoIn quel letto ormai stranieroIn compagnia ancora del tuo folle desiderioMeschina la notte risvegliai sogni e le speranze che il tempo deragliaMa l’attimo in cui una ferita a guarire si apprestaUn’amara lacrima sul viso scende desta.
A volte ci costruiamo dentro un’immagine distorta della donna che amiamo, e quando ne scropriamo la sua vera essenza, è difficile accettarlo senza provarne dolore.
Ho rinunciato a te perché era giusto così ma non chiedermi di rinunciare a ciò che provo.