Lucrezia Lacanfora – Vita
Tutto è niente e niente è tutto.
Tutto è niente e niente è tutto.
Quando in un paese quasi ogni giorno c’è una morte che fa pena, forse il rimedio sarebbe la pena di morte.
Schiene ricurve ricamano di vita i campi nelle messi, volti segnati da profonde rughe assorbono i riflessi, ornano il capo i cappelli dalla larga falda giallo paglia, lucide falci incrociano i raggi del soleche nel brillar si staglia.Grano dorato ondeggia nell’attesa delle affilate lame, involucri sottili rivestono i piccoli chicchi impazienti di trasformarsi in pane.Mietere il grano a mano, chissà se esiste ancora chi lo fà, entra nei campi il rombo del progresso spazzando via quei tempi là, ne sentono mancanza le grandi aie dove dopo fatica si faceva festa, tovaglie stese a sventolare è quello che ne resta.Orfani attrezzi agricoli arredano i musei nel ricordar le gesta.
Amo svegliarmi e guardare il sole, amo camminare e guardare la mia ombra, amo stare davanti al mare e osservarlo, amo guardare il cielo e non staccare più gli occhi.Voglio godermi istante per istante questa opportunità che mi viene concessa.Conoscere nuovi traguardi, mettere nero su bianco nella storia che sto vivendo.Amo la vita perché mi è stata concessa e voglio sfruttare ogni secondo del mio tempo a cercare un desiderio da realizzare.Voglio un sogno da avverare per dare un senso alla mia vita.
Puoi ridere e scherzare quanto ti pare e piace, ma quando vieni ferito nell’orgoglio resterai segnato per tutta la vita.
A volte nulla muta attorno a noi, solo dentro di noi. Eppure questa è la differenza tra la gioia e lo sconforto.
Ognuno di noi conosce le situazioni in cui si trova, sa cosa è giusto e sbagliato, cosa è meglio. Il punto è trovare il coraggio e la volontà per uscirne e cambiare le cose.