Ludovica Pintus – Figli e bambini
Mi voglio coricare dove sono i tuoi occhi.
Mi voglio coricare dove sono i tuoi occhi.
Figlli miei, siete fratelli, non permettete mai e nessuno di trasformare il vostro amore in odio.
I bambini sono la ricchezza del mondo.
Per i bambini ogni cosa è magia, per gli adulti ogni cosa è abitudine.
“Che palle, sta storia.” Sta storia è la sua storia, la nostra storia, ma lui non vuole sentirla. Da piccolo era più curioso, più coraggioso, faceva qualche domanda in più. Guardava quel padre ragazzo, quella fotografia di Diego sul frigorifero, tenuta da una calamita, ingiallita dai vapori della cucina. Mi stringeva, mi restava addosso. Crescendo non ha più chiesto nulla. Il suo universo s’è ristretto ai suoi bisogni, ai suoi piccoli egoismi. Non ha voglia di complicarsi la vita, i pensieri. Per lui suo padre è Giuliano, è lui che lo ha accompagnato a scuola, che lo ha portato dal pediatra. È lui che gli ha dato quello schiaffo al mare, la volta che si è tuffato con poca acqua sotto.
Vorrei essere sangue che scorreper arrivare al cuoredi mio figlioper esserci anche quando non ci sarò.
Una mamma bada a ogni bisogno, a ogni esigenza dentro tutti gli atti d’amore compare il suo cuore.