Ludovica Pintus – Figli e bambini
Mi voglio coricare dove sono i tuoi occhi.
Mi voglio coricare dove sono i tuoi occhi.
Come l’amore di quel genitore nei confronti del figlio che tende ad amare il più debole, consapevole della sua fragilità. Sarebbe bello se imparassimo a guardare con tenerezza i difetti degli altri, proprio come un genitore.
Il compito più importante degli adulti è aiutare i ragazzi a piantare i semi dell’immaginazione, del sogno e del pensiero. Il compito più importante dei giovani è aiutare i grandi a raccoglierne i frutti.
Alla fine di tutto ti rendi conto che l’unica cosa per cui sei capace di fare qualsiasi cosa, sono i figli.
I veri eroi non cercano di diventarlo, ci diventano per caso. Come i papà che si svegliano alle 5 del mattino e magari con la febbre per andare a lavoro, come le mamme che stanche non si fermano mai e che la notte tengono in braccio il loro bambino stretto al cuore guardando alla finestra lo spicchio della luna. Eroi sono coloro che riescono ad amare senza riserve, che lo fanno perché amare è il senso della vita, loro che arrivano sempre dopo gli altri e che mettono gli altri prima di loro stessi. No non vogliono diventare eroi, ma lo sono senza saperlo perché l’amore che riescono a dare vale più di tutto e loro con quell’amore fanno crescere i figli, con sacrificio ma con tanta soddisfazione. Questi genitori sono eroi perché se per gli altri questa è quotidianità per i loro figli diventa tutto e un giorno quel “grazie papà” sarà quella felicità nel cuore che meritano. Direte è dovere, sì, ma è anche tanto amore. Essere genitore non è facile, ogni giorno, ma si impara e si spera ogni sera prima di addormentarsi di essere stato all’altezza. Quando si ama più della propria vita si è eroi. Eroi dell’amore per i nostri figli.
Quanto è potente l’innocenza di un bambino di sei anni che ti guarda negli occhi e ti dice: “mamma, ti voglio bene”. Quanto è bello poter stringere fra le braccia quell’innocenza innata. Quanto è bello ricevere amore gratuito. Ti riempie il cuore di un sentimento così puro, ti disarma questa sensazione. Ed ogni giorno ho il privilegio di provarla.
Quindi figlio unico giocavo a palla da solo contro il muro e qualche volta paravo, avevo anche una mania: provavo a sentirmi sempre libero.