Manuela Camporaso – Libertà
Qualche volta quella che ci sembra una sofferente tentazione è semplicemente la nostra strada verso la libertà. Libertà di scoprire quello che siamo davvero e la libertà di prendercene la responsabilità.
Qualche volta quella che ci sembra una sofferente tentazione è semplicemente la nostra strada verso la libertà. Libertà di scoprire quello che siamo davvero e la libertà di prendercene la responsabilità.
Il caso presume libertà, più libertà rispetto alla necessità. Per scoprire una verità sul lavoro della casualità, si dovrebbe cercare di partire da tutte le direzioni possibili. Andando a caso per una via, in un tempo indefinito e in stato di ubriachezza o cecità, si finirà per toccare e percorrere ogni angolo, anche il più remoto, o anche chiusi in una stanza, in un tempo indefinito, senza volerlo, toccheremmo, prima o poi, ogni cosa presente. La luce e la via dei ciechi, sono nel lavoro del caso.
Disperazione che stagna, come un treno che non partirà mai.
Né limiti, né confini, nessuna frontiera; apparteniamo al fedele abbraccio dell’immenso divenire.
Ciò che viene definito “il meglio della vita” cambia in base ad ogni persona, al momento, alla sua collocazione geografica, alla cultura, al tenore di vita, all’infanzia. Il meglio della vita di ciascuno potrebbe dunque corrispondere ad una casa, un giocattolo, un violino, del cibo, una coperta, un sorriso, una maglia, un libro, una birra, una gara, un palcoscenico, un po’ d’acqua, una canzone, tu, una scusa, un ricordo, l’amore. Nel meglio della vita c’è proprio tutto. Se vogliamo nuotare tra i sogni altrui dobbiamo prima imparare a valorizzare qualsiasi cosa.
La mia libertà finisce dove comincia quella di un altro, ricordiamocelo sempre. La libertà non ha sesso o ceto sociale, la libertà è un diritto di tutti rispettiamolo.
Il più delle volte quello che pensiamo sia amore per qualcuno è in realtà soltanto una sorta di ammirazione, per una sua qualche verità che noi, non abbiamo ancora raggiunto o compreso.