Marco Mei – Sogno
Non sono un sognatore, perché non vivo la realtà come se fosse un incubo.
Non sono un sognatore, perché non vivo la realtà come se fosse un incubo.
La libertà di sognare ci è concessa a parziale consolazione del peccato originale di chi ci impone di venire al mondo negandoci la scelta di non dover esistere.
Sono il tuo sogno prepotente, mi adagio nel tuo pensiero e vivo nel tuo riposo, più tangibile della realtà, più concreta della certezza… e poi svanisco, come si dissolvono le illusioni, lasciando nella tua mente una traccia evanescente del mio passaggio.
Riempi la tua vita di sogni e fa che ogni sogno diventi un’orma che precede il tuo passo.
Il sogno è ciò che ci differenzia dagli animali, perché ci mette in condizione di operare una magia: creare ciò che prima non c’era, e se si realizzerà, sarà solo perché l’abbiamo pensato noi.
La realtà arrugginisce i sogni flebili, rafforza quelli nobili. I miei sono inossidabili.
Non ci è dato conoscere a priori quanto profonde possono essere le nostre emozioni; sono le esperienze, le persone che viviamo le torce che illuminano l’antro buio della nostra sensibilità. Il caso regola la possibilità e la misura della capacità di soffrire e di amare perciò nessuno può sapere fino a quanto questa può spingersi ancora, fino a quanto può considerarsi “sincero” un sentimento. Chiedi ad un innamorato di spiegare se ama o crede solo di amare e lui non potrà risponderti.