Maria Suppa – Cielo
Nasce la notte quando il giorno è già morto da un pezzo.
Nasce la notte quando il giorno è già morto da un pezzo.
Quando una fata fa un incantesimo, il cielo si tinge del rosa dell’alba.
L’onnipotente nei cieli viene ancora a dare la colpa a me? Non credevo fosse già in crisi di astinenza di soldi e di ciccia. Cerchi un po’ di controllare le sue pulsioni, accidenti, è il Creatore insieme agli altri Signori universali… un po’ di contegno.
Prima di guardare in alto bisogna guardarci dentro, il cielo si legge con gli occhi…
Alcune stelle, certe sere, cominciano a tremare forte e pian piano a spegnersi perché se nessun mare rispecchia più il loro bagliore, perché se nessun vento porta leggere armonie perdute, perché se nessun bianco profilo affilato attrae a sé le più dolci e romantiche poesie, a che serve brillare?
Osservo oltre la luna, come se guardassi uno specchio e lei non mi fa riflettere.
Non deve pretendere da me la salvezza dalle Sue azioni: la natura sarebbe imprecisa. Deve chiedere a suo Figlio, il Messia. Non può invertire natura e competenze come se il sostegno l’equilibrio di un universo fosse uno scambio di figurine. Ha sbagliato gioco.