Mario Martina – Stati d’Animo
Non ho memoria di quello che ho fatto, per meritare l’esilio in questo mondo.
Non ho memoria di quello che ho fatto, per meritare l’esilio in questo mondo.
Sono la mia aristocratica sorella gemella. Quella dagli occhi rossi, infiammati. Quella che urla contro il male della mia anima e me la difende, come fosse lei la maggiore e, forse, è nata una frazione di secondo prima che rimanessimo orfane. Si divide, moltiplicandomi, applicando un teorema all’ipotenusa dei nostri cordoni ombelicali.Urla le mie parole inconfessabili. Ci celebriamo nelle notti e mi distilla i cattivi pensieri ed i residui diurni. Le devo tanto, ma è l’unica che non pretende la mia gratitudine e non mi tiene sotto scacco, in quel continuo stato di debito che mi usura e mi ricatta.
Non importa cosa abbiano detto, Cosa dicono e cosa diranno. Io sono fiera di me, io conosco la mia vita non loro. Io conosco quello che ho ottenuto con le mie forze e capacità.
C’è davvero una Vita… oltre la Morte del nostro Amore?
Ho la strana sensazione di sentirmi ovunque fuori posto.
E poi ecco chi vuol controllare tutto e di tutto e di più senza mai controllare se stessi e vedere quanti buchi possiedono nell’anima e quanti vuoti che hanno nello spirito.
Anelo alla serenità piuttosto che alla felicità, perché la felicità è un momento intenso che passa invece la serenità è un percorso interiore che resta.