Massimo Bisotti – Libri
Ma io ti voglio reale, ti voglio vivo, ti voglio respiro. Ti voglio germoglio del domani e non chimera dispersa fra i passi dei deserti dell’anima.
Ma io ti voglio reale, ti voglio vivo, ti voglio respiro. Ti voglio germoglio del domani e non chimera dispersa fra i passi dei deserti dell’anima.
– E cosa chiedi?- Non lo so. Qualcosa. Qualcosa. Invece di niente- Non è “niente”, è Perry Delloplane… e qualunque cosa si tiri dietro. È quello che è. Forse ti sforzi troppo di appiccicarci un nome.- Un’etichetta. Gli ho detto che odio le etichette. Forse prendevo in giro me stessa.- O forse l’incertezza ti mette a disagio. Capita ache al resto della razza umana. Se seduta in un’aula insieme a miliardi di persone, tutte che si sforzano d’imparare la stessa lezione.- Che sarebbe?- Come Accettare l’Incertezza. La risposta: Vivi nel presente. Non nel passato. E nemmeno nel domani. Solo nel presente. Vivi ogni istante, ora. Non aspettare il domani. Sai cosa fai quando passi il tuo tempo a chiederti come andrà con Perry? Rinunci al presente. L’oggi ti chiama, tenta di attirare la tua attenzione, ma tu sei concentrata sul domani e l’oggi scivola via come l’acqua nello scarico. E la mattina dopo ti svegli e l’oggi che hai sprecato è passato per sempre. È diventato ieri. E non saprai mai se per te quei momenti avevano in serbo per te momenti meravigliosi.
Si trovarono a una ventina di iarde uno dall’altra, e il suo apparire era così improvviso, ch’era ormai impossibile evitare il suo sguardo. Subito i loro occhi s’incontrarono e a ciascuno il viso avvampò del più intenso rossore. Egli ebbe un vero e proprio soprassalto e per un attimo sembrò immobilizzato dalla sorpresa.
Maledetto inverno, così triste e così lungo, così buio, così grigio, maledetto e doloroso.
I libri servono a capire e a capirsi, e a creare un universo comune anche in persone lontanissime.
Bè, io ti ho dato una soluzione, ora mi chiedi un miracolo.
Mentre osservavo le onde che andavano e venivano, vedevo anche tutti i miei difetti, uno dopo l’altro, come tante spine che facevano a gara nel ferirmi il cuore.Tutta la mia presunzione, l’arroganza, ma anche quella parte di umanità e poesia che mi hanno spesso salvato, sarebbero state cancellate per sempre dall’alta marea.Camminavo pensando a tutte queste cose e mi sembrava che il mare continuasse a chiamarmi a gran voce. Pareva dirmi: “Vieni, che aspetti, hai paura, non hai coraggio di gettarti fra le mie onde?”.Avevo nel cuore un gran pianto e una pena infinita per tutto quello che avrei lasciato, per le persone care, per mio padre e mia madre, per la compagna della mia vita, per mia sorella, per tutti coloro che mi volevano bene.(Da “Alle porte della vita”)