Maurice Maeterlinck – Morte
Perché mai la morte sarebbe altra cosa, e più morta, che la vita?
Perché mai la morte sarebbe altra cosa, e più morta, che la vita?
L’unica minaccia che conosco non è quella di morire, ma quella, di morire dimenticata.
Dopo aver pianto, dopo aver sofferto, non tutti i dolori scompaiono, ma si creano uno spazio nel cuore e affiorano ogni volta che ti penso.
Uccidere è proibito, quindi tutti gli assassini vengono puniti, a meno che non uccidano su larga scala e al suono delle trombe.
Uno dei modi con cui facciamo i conti con la morte è attraverso l’immaginazione.
La memoria riesce a far vivere il ricordo di una persona cara, a farcela rivedere nel suo aspetto più splendente, al di là del muto riposo della tomba.
Ma non le sembrava giusto vivere per prepararsi alla morte. M’ostinai e asserii che la morte era la vera organizzatrici della vita. Io pensavo sempre alla morte e perciò non avevo che un solo dolore: la certezza di dover morire. Tutte le altre cose divenivano tanto poco importanti che per esse non avevo che un lieto sorriso o un riso altrettanto lieto.