Mauro Lanari – Nemico
Le nostre frequentazioni tra nemici sono tentativi di trasfusione tr’anèmici.
Le nostre frequentazioni tra nemici sono tentativi di trasfusione tr’anèmici.
Esistono individui con divise da soldato che sono degli eccellenti killer e sono così infervorati nell’uccidere il nemico che vengono processati dalla Corte marziale perché hanno oltrepassato i limiti stabiliti dai loro colleghi assassini.
L’assurda bestialità di infierire sui vinti.
Odio l’ipocrisia, odio le doppie facce, odio vedere le bandierine al vento solo per comodità, odio la falsità di certa gente che si dichiara amica e ci mette un attimo a pugnalarti alle spalle.
Teologi e confessori insegnano il distinguo fra peccato ed errore: nel primo caso c’è dolo, ossia una coscienza deliberata e un’intenzionalità consapevole di “cadere in tentazione” compiendo un male ch’eppure la propria etica sa riconoscere, mentre nel secondo caso non c’è dolo bensì l’incappare in sbagli dovuti alla perlustrazione di territori morali nuovi, tanto vergini quanto ancora non sminati; è l’inevitabile rischio dell’avanguardia, della ricerca, della sperimentazione inedite. Ma nell’esistenzialismo si dà anche una terza alternativa: è indimostrabile che la realtà sia come la Settimana Enigmistica, che pubblica solo problemi già risolti in partenza. La vita vera potrebbe non ammettere alcuna risposta significativa e decisiva, il che ci condanna al fallimento a prescindere dal dolo o meno, dalla cattiva o buona volontà.
Certe merde le schiacci col piede, mentre altre le saluti con la mano.
Il ritiro a vita deprivata è una costrizione irredenta dell’esistenza.