Megan Gandy – Stati d’Animo
Era strano quel silenzio. Faceva troppo rumore.
Era strano quel silenzio. Faceva troppo rumore.
Un sapiente e consapevole miscuglio di disincanto e misurata volgarità è l’unico antidoto possibile al volteggiare inebriato degli ippopotami dietro le libellule.
Questo mio bisogno, essenza della miseria, che mi fa afferrare tutto per negare l’inconsistenza del niente, mi lascia disordinata di inutilità che non somiglia, neppure lontanamente, all’essenza del mio desiderare di cui sono scarna e priva. Mille presenze moriture non mi fanno un’unica vita, né addosso, né dentro e mi copro, sopra e di lato, di suppletivi insensati, racimolando sensazioni in luogo d’emozioni.
Lui era bello, ma quello che lo rendeva meraviglioso era come mi rendeva la vita bellissima.
Il cercare, non so nemmeno io cosa. Ma è questo cercare che non mi fa mai vedere la fine. E questo mi piace da morire.
Meglio essere soli in mezzo allo schifo, che schifo tra lo schifo.
Fin quando la gente si annoia, il male non mancherà mai.