Melissa Marr – Morte
Nessuno può sfuggire all’abbraccio della morte, se la morte ha deciso di ghermirti.
Nessuno può sfuggire all’abbraccio della morte, se la morte ha deciso di ghermirti.
Vivere significa ribadire la propria forma. In questo senso il morire è l’azione estrema.
Com’è vero ch’io amo più l’onore del nome mio, io non temo la morte. -da “Giulio Cesare”
La morte è uno stato di perfezione, il solo alla portata di un mortale.
La tragedia della morte è tale che trasforma la vita in destino.
Si dicono cose carine della gente ai loro funerali, questa é un’eventualità che mi rende molto triste, perché capisco che perderò i miei tra pochi giorni.
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.