Mena Lamb – Abitudine
È nei silenzi che si consumano lentamente attimi che meritavano attenzione, accade quando si “vuol vedere” quello che non c’è.
È nei silenzi che si consumano lentamente attimi che meritavano attenzione, accade quando si “vuol vedere” quello che non c’è.
L’abitudine uccide i sogni di chi non vorrebbe smettere mai di sognare.
L’estasi arriva in silenzio, te ne accorgi dai tonfi del cuore che hanno il dolce sapore di emozioni vissute in un tempo fissato in gocce cristallizzate.
L’abitudine è il perpetuarsi nella propria staticità.
Credo che la stazione sia il luogo dell’autenticità delle lacrime e dei sorrisi, dove, negli arrivi e nelle partenze si alternano stati d’animo profondi lasciando poco spazio alla finzione.
Scrivo la mia vita per ridere di me e ci riesco. Scrivo tredici ore al giorno, e mi passano come tredici minuti. Qual piacere ricordare i piaceri! Ma qual pena richiamarli a mente. Mi diverto perché non invento nulla. Ciò che affligge è l’obbligo che ho, a questo punto, di mascherare i nomi, dal momento che non posso divulgare gli affari degli altri.
Il vero teatro della storia è quindi l’area temperata.