Michela Strega – Abitudine
Ho smesso di pensare agli altri quando ho capito che gli altri pensavano solo a se stessi.
Ho smesso di pensare agli altri quando ho capito che gli altri pensavano solo a se stessi.
I costumi e le convinzioni cambiano; la gente rispettabile è l’ultima a saperlo, o ad ammettere il cambiamento; alcuni si potrebbero offendere specchiandosi nello specchio dell’arte.
Vedevo d’improvviso una nuova faccia dell’Abitudine. Fino a quel momento l’avevo considerata soprattutto come un potere distruttivo che sopprime l’originalità e addirittura la coscienza delle percezioni; ora la vedevo come una divinità temibile, così inchiodata a noi, con il suo viso insignificante così confitto nel nostro cuore che si stacca da noi, se ci volge le spalle, questa divinità che quasi non distinguevamo ci infligge sofferenze più terribili di qualsiasi altra e allora diventa crudele come la morte.
Il matrimonio deve combattere un mostro che divora tutto: l’abitudine.
Le qualità dell’animo non si possono acquistare con l’abitudine; si perfezionano solamente.
L’uomo fa molte cose per essere amato, fa di tutto per essere invidiato.
Faccio fatica a spiegarmi il perché tanta gente si accontenta dell’orizzonte quando è consapevole che, in fondo, basterebbe fare un passo per girare l’angolo, e trovare l’infinito.