Michela Strega – Poesia
Ed eccomi qui a far parlare la mia penna perche la mia voce non sa farsi sentire.
Ed eccomi qui a far parlare la mia penna perche la mia voce non sa farsi sentire.
Poesia poesia, ci sei tu a consolare l’anima mia.
InconsapevoleAvvolta dalla scrivania universalmente anonima:Lo sguardo ceruleo, un’esile diafana figura anima,Occhi ammaliati dalla lucida fialetta trasparente:Due gocce arrembano e si colliquano teneramenteNelle due cavità accoglienti, ignee e umettateDue gocce di collirio; ed è l’eponimo del delirio:Quel lucido intervallo che preannuncia la folliaDell’ignaro spettatore catatonico, ammaliatoDal catartico unguento che spaglia dalle orbite;Irrora e accarezza le pallide e rugiadose goteSfiora, si coagula e penetra nella cavità piretica;Le labbra umide e rubizze esaltate dal composto e, L’ospite, nell’estatica diallage, ingorgato nell’onirico deliquio.
La danza è una poesia muta; la poesia è una danza parlata.
Il momento del cambiamento è l’unica poesia.
Tutti gli uomini, da Adamo in giù fino al calzolaio che ci fa i begli stivali, hanno nel fondo dell’anima una tendenza alla poesia.
L’animo di un poeta ha la sensibilità di un bambino.